Il Mondiale 2026 ha ufficialmente alzato il sipario. A Città del Messico, sotto il peso della storia e dell’entusiasmo di un popolo intero, il Messico ha inaugurato la rassegna iridata superando il Sudafrica per 2-0. In un leggendario Stadio Azteca vestito a festa, la nazionale ospitante ha dominato il campo, ottenendo tre punti pesanti che la proiettano in testa al Gruppo A, dove figurano anche Repubblica Ceca e Corea del Sud.
La cronaca: un avvio travolgente
Il match è iniziato subito con ritmi serrati. Dopo appena cinque minuti, Raul Jiménez ha testato i riflessi di Williams, preannunciando il predominio dei padroni di casa. Al 9’, il boato: un destro secco di Quiñones è passato sotto le gambe dell’estremo difensore sudafricano, consegnando al trequartista dell’Al-Qadisiya l’onore di siglare la prima rete di questa edizione dei Mondiali. Nonostante una traversa colpita poco prima dell’intervallo dallo stesso Quiñones, il Messico ha chiuso la prima frazione in pieno controllo.
Nervosismo e dominio nel secondo tempo
La ripresa ha visto il Sudafrica sprofondare nella frustrazione. Al 49’, l’espulsione di Sithole per un fallo su Gutiérrez ha complicato ulteriormente la risalita dei Bafana Bafana . Con la superiorità numerica, il Messico ha continuato a premere, trovando il raddoppio al 67’ grazie a Raul Jiménez . L’attaccante del Wolverhampton ha trasformato in rete un cross perfetto di Alvarado, celebrando il gol con le lacrime agli occhi: con questa marcatura, la sua 47esima in nazionale, si avvicina sensibilmente al record storico di Chicharito Hernández (52).
Il finale di gara è stato caratterizzato da un eccesso di agonismo che ha portato a un’autentica pioggia di cartellini. All’84’ il Sudafrica è rimasto in nove per il rosso diretto a Zwane, punito per condotta violenta dopo una revisione al VAR. A ristabilire parzialmente l’equilibrio numerico ci ha pensato Montes, espulso al 92’ per un fallo tattico considerato punibile con il rosso diretto.
Curiosità e note tecniche
Sugli spalti, l’attenzione era catalizzata dalla presenza di diverse icone del calcio mondiale, tra cui Roberto Baggio, spettatore d’eccezione in tribuna d’onore. Per quanto riguarda gli “italiani” in campo, prestazione solida per il difensore genoano Vasquez , in campo per tutti i 90 minuti, mentre il centravanti rossonero Giménez è rimasto a guardare i compagni dalla panchina.
Il Messico parte dunque con il piede giusto, lanciando un segnale chiaro alle avversarie del girone. Il Sudafrica, dal canto suo, dovrà smaltire in fretta le scorie di una serata segnata da troppi errori individuali e dalla fragilità nervosa.
