Due storie completamente diverse arrivano dallo stesso Mondiale, eppure entrambe lasciano il segno. Da una parte il Giappone, che demolisce la Tunisia di Renard e si issa in testa al Gruppo F insieme all’Olanda. Dall’altra Curaçao, la nazionale più piccola mai approdata a una fase finale, che a Kansas City scrive una pagina che il calcio ricorderà a lungo.
Giappone-Tunisia 4-0: notte fonda per Renard
Il Giappone non si limita a vincere, dilaga. Quattro a zero alla Tunisia significa la vittoria più larga di sempre nella storia mondiale dei nipponici, con le reti di Kamada, una doppietta di Ueda e il sigillo finale di Ito. Una prestazione che vale la vetta del girone, a quota quattro punti insieme agli Oranje.
Per la Tunisia, invece, è notte fonda. Nemmeno il cambio di commissario tecnico, arrivato dopo il pesante 1-5 subito contro la Svezia, è bastato a invertire la rotta: Hervé Renard non riesce a risollevare una squadra che diventa la prima nazionale africana nella storia a incassare quattro o più gol nelle prime due partite di un Mondiale. Eliminazione già certificata, con l’ultima gara contro l’Olanda che resta solo un atto formale. Il Giappone, invece, si gioca il passaggio diretto ai sedicesimi contro la Svezia: a Moriyasu basterà un pareggio per blindare il secondo posto.
Curaçao-Ecuador 0-0: la festa più bella
A Kansas City va in scena una delle storie più belle di questo Mondiale. Curaçao, la nazione più piccola che abbia mai partecipato a una fase finale della competizione, ferma sullo 0-0 l’Ecuador e conquista il primo punto della propria storia mondiale. Un risultato che sembra piccolo sulla carta, ma che per un intero Paese vale come una vittoria del titolo: calciatori e tifosi si abbandonano a balli e cori in mezzo al campo a fine partita, in una scena che racconta più di mille statistiche cosa significhi questo Mondiale per le nazioni più piccole.
Dietro l’impresa c’è un nome solo: Eloy Room. Il portiere della squadra guidata dall’olandese Dick Advocaat tiene in piedi la porta da solo con una prestazione monstre, quindici parate decisive in novanta minuti. Un numero che entra nella storia dei Mondiali: tra le gare concluse in tempo regolamentare, è il secondo migliore di sempre, alle spalle solo delle sedici parate di Tim Howard con gli Stati Uniti contro il Belgio ai Mondiali 2014. Una serata che Curaçao non dimenticherà mai.
