La Germania perde ma non si preoccupa, l’Ecuador vince e festeggia, la Costa d’Avorio fa il suo lavoro contro Curaçao e chiude seconda. Il Gruppo E si chiude con qualche colpo di scena e con una classifica finale che premia chi ha saputo costruire il proprio Mondiale partita dopo partita.
Ecuador-Germania 2-1: l’impresa al MetLife Stadium
I tedeschi arrivano alla partita già certi del primo posto e cambiano qualcosa: fuori lo sfortunato Schlotterbeck, infortunato e con il Mondiale già finito, dentro Rudiger e Raum sulla sinistra. La Germania sembra gestire la serata con il freno a mano tirato, e i primi tre minuti sembrano confermare la tesi: Leroy Sané trova subito la rete da fuori area e tutto sembra indirizzato verso una serata tranquilla.
Invece l’Ecuador ha tutt’altri programmi. All’8′ Angulo ruba palla a centrocampo, si invola e scarica un tiro da lontano che spiaizza Neuer. Uno a uno, e la partita cambia completamente volto. I sudamericani giocano a viso aperto, con una mentalità offensiva che sorprende i tedeschi. Nmecha e Havertz provano a ristabilire il vantaggio prima dell’intervallo senza riuscirci, e Galindez è attento a proteggere il pareggio fino al riposo.
Nella ripresa il VAR nega un rigore ad Havertz, poi l’attaccante esce e lascia spazio al solito Undav, l’uomo che aveva risolto la gara contro la Costa d’Avorio. Stavolta però il jolly non funziona: l’Ecuador prende sempre più in mano il gioco, Neuer salva su Valencia e ci sono grandi chances anche per Caicedo e Rodriguez. Il 2-1 è nell’aria e arriva al 77′ sugli sviluppi di un corner, con Plata che tocca da pochi passi e beffa ancora Neuer. Nel finale la Germania va all’assalto senza trovare il pareggio e si arrende. Una sconfitta che non cambia la classifica ma che lascia qualche interrogativo in vista dei sedicesimi, dove Nagelsmann e i suoi affronteranno una delle migliori terze. L’Ecuador chiude a quattro punti e si qualifica meritandoselo fino in fondo.
Curaçao-Costa d’Avorio 0-2: la favola finisce, Pepé firma la doppietta
A Philadelphia la favola di Curaçao si chiude con una sconfitta onorevole contro una Costa d’Avorio che non vuole sbagliare. I piccoli caraibici provano subito a rendersi pericolosi con Chong, ma al 7′ Diomandé ubriaca il suo marcatore di finte e pesca Pepé, con l’ex Arsenal che batte Room. Stavolta il portiere dei miracoli, autore di quindici parate storiche contro l’Ecuador, non può fare nulla.
Curaçao reagisce con impeto e Gaari e Chong sfiorano il pareggio, ma la Costa d’Avorio controlla senza patemi. Nella ripresa gli ivoriani si proteggono con Oulai e aspettano le ripartenze, che risultano letali: al 64′ Pepé trova ancora la rete per il 2-0 definitivo. Curaçao si spegne e non costruisce più occasioni degne di nota. Finisce con un solo punto per la nazionale più piccola mai approdata a una fase finale di un Mondiale, ma con una storia — quella del portiere Room e delle quindici parate contro l’Ecuador — che il calcio non dimenticherà facilmente. La Costa d’Avorio sale a sei punti e chiude seconda, pronta ad affrontare la perdente tra Norvegia e Francia nell’ultimo atto del Gruppo I.
