È il colpo di scena più clamoroso di questo Mondiale. La Norvegia batte il Brasile 2-1 agli ottavi di finale e lo elimina con una doppietta stratosferica di Erling Haaland, tutta concentrata negli ultimi dieci minuti di gioco. Per il Brasile di Ancelotti è un’eliminazione che brucia doppio: non succedeva dal 1986 che i Verdeoro uscissero agli ottavi, e stavolta lo fanno contro una squadra che pochi avrebbero indicato come possibile carnefice.
La partita sembra bloccata fin dall’inizio, con poche occasioni e ritmi contenuti. Al 12′ il Brasile ha la chance per sbloccarla: Ajer atterra Cunha in area e l’arbitro indica il dischetto. Sul pallone va Bruno Guimaraes, ma Nyland intuisce la traiettoria e para. Un intervento che si rivelerà pesantissimo a posteriori. Il primo tempo scorre senza altre emozioni significative, con le due squadre che si studiano senza osare troppo.
Nella ripresa Ancelotti prova a cambiare le cose gettando nella mischia Endrick e Neymar, ma è proprio l’attaccante ex Lione a sprecare la migliore occasione per i brasiliani divorandosi il gol del vantaggio. La partita resta bloccata fino all’80’, quando tutto cambia nel giro di pochi secondi: Schjelderup crossa dalla sinistra e Haaland stacca di testa in modo imperioso per l’1-0. Il Brasile spinge alla ricerca del pareggio, ma al 90′ Haaland si inventa qualcosa di difficile persino da descrivere: un sinistro fulminante che passa sotto le gambe di Danilo e si spegne nell’angolino. Due a zero, partita chiusa.
Nel recupero c’è ancora tempo per un episodio: Ostigard atterra un avversario in area, rigore per il Brasile, e Neymar non sbaglia dal dischetto per il 2-1. Ma è solo un gol della bandiera a tempo praticamente scaduto, che non cambia la sostanza di una serata che appartiene tutta alla Norvegia e al suo centravanti. Haaland lascia il campo con una doppietta e la consapevolezza di aver appena compiuto qualcosa di storico. La Norvegia è ai quarti di finale e può sognare in grande.
