Una delle storie più belle di questo Mondiale porta la firma del Sudafrica. I Bafana Bafana battono 1-0 la Corea del Sud e approdano per la prima volta nella loro storia agli ottavi di finale — o meglio, ai sedicesimi nel formato allargato di questa edizione — superando persino il traguardo del Mondiale casalingo del 2010. Un risultato che nessuno avrebbe pronosticato dopo la partita inaugurale del torneo.
Sudafrica-Corea del Sud 1-0: Maseko scrive la storia
La squadra di Broos è cresciuta partita dopo partita, quasi minuto dopo minuto. Contro la Corea del Sud l’avvio è incerto, con gli asiatici che provano a prendere in mano il match sapendo che un pareggio sarebbe bastato per chiudere al secondo posto del girone. Ma il calcio, come sempre, non segue i piani.
Nel cuore della ripresa Maseko riceve palla, rientra sul mancino e lascia partire un tiro che non lascia scampo al portiere Kim. Uno a zero, e il Sudafrica si aggrappa a quel gol con tutto quello che ha. Son, entrato nella ripresa, non riesce a incidere come ci si aspetta da uno dei migliori giocatori del mondo, e la Corea resta a qualche occasione senza mai trovare la zampata giusta. Finisce 1-0, e i Bafana Bafana volano ai sedicesimi dove affronteranno il Canada a Los Angeles.
Per la Corea del Sud invece si apre uno scenario complicato: la sconfitta la relega al terzo posto con tre punti, con il rischio concreto di eliminazione. La Repubblica Ceca, dal canto suo, saluta il Mondiale con un solo punto in tasca e una prestazione complessiva ben al di sotto delle aspettative.
Messico-Repubblica Ceca 3-0: Ochoa saluta il suo pubblico
All’Azteca di Città del Messico è festa grande. I padroni di casa chiudono il girone a punteggio pieno con un 3-0 alla Repubblica Ceca, trascinati dal proprio pubblico in una serata che sa già di celebrazione. Il primo tempo è discreto ma non porta al vantaggio, mentre nella ripresa i cechi si sciolgono progressivamente. Chavez sblocca il risultato, poi Quinones raddoppia e Fidalgo chiude i conti. Schick, lasciato inizialmente in panchina, non riesce a cambiare le cose quando entra.
Nel finale c’è spazio per un momento di pura emozione: Ochoa, il portiere quarantenne convocato per il suo sesto Mondiale, entra al posto di Rangel per salutare il pubblico dell’Azteca un’ultima volta. Una passerella che vale più di qualsiasi risultato. Il Messico ora aspetta di conoscere l’avversaria pescata dal tabellone delle migliori terze.
